25 Aprile 2026
Il 25 Aprile 2026 è l’81° anniversario della Liberazione, il giorno in cui l’Italia ha ritrovato la libertà dopo gli anni bui della dittatura e della guerra, chiudendo una delle pagine più drammatiche e vergognose della nostra storia.
Vedi video dei discorsi in Piazza Stovani sotto
Le celebrazioni in Municipio 7
Gli eventi istituzionali del 25 Aprile 2026:
- Commemorazione presso Sala Consiliare Municipio 7,
- Saluti della Presidente Silvia Fossati,
- intervento sull’80° anniversario del voto alle Donne e sulla Costituzione a cura di Giuliana Cislaghi,
- a seguire corteo per le vie di Baggio e posa della corona al Monumento ai Caduti di Piazza Stovani

La ricorrenza
È una ricorrenza che ci tocca da vicino, perché parla di coraggio, di dignità e del sacrificio di tante donne e tanti uomini che diedero la vita per il nostro Paese. A loro va il nostro primo, commosso pensiero. Onoriamo chi, in quel momento decisivo, scelse da che parte stare: dalla parte della libertà, della giustizia e della democrazia.
Partecipare a questa celebrazione significa custodire la memoria e difendere ogni giorno i valori su cui si fonda la nostra convivenza civile.
L’8 settembre 1943
L’8 settembre 1943 rappresentò una frattura profonda nella storia d’Italia: l’armistizio, la fuga del Re, il collasso dell’esercito, l’occupazione nazista e la nascita della Repubblica Sociale. Da quel momento nacque la Resistenza: non solo una lotta armata, ma una grande scelta civile e morale tra chi accettava la dittatura e chi combatteva per restituire libertà e dignità al Paese.
Più di 54mila partigiani tra militari e civili morirono. Migliaia di civili furono massacrati nelle stragi nazifasciste. Decine di migliaia di italiani furono deportati nei campi di concentramento. Quel sacrificio immenso aprì la strada alla ricostruzione e alla nascita della Repubblica.
La Costituzione
La nostra Costituzione, fondata su uguaglianza, libertà, lavoro e ripudio della guerra, nasce da quel moto unitario che unì culture politiche diverse con il comune obiettivo della Liberazione.
Tre temi di attualità
In questo 25 aprile del 2026 ci soffermiamo su tre temi che restano attuali.
La Pace
Il primo è la pace e il rifiuto della guerra. Di fronte ai conflitti che ancora insanguinano il mondo, il messaggio della Resistenza è chiaro: non c’è pace senza libertà, non c’è sicurezza senza giustizia, non c’è futuro senza solidarietà tra i popoli. Da quella consapevolezza nacque anche il progetto di un’Europa unita.
Le donne nella Resistenza.
Il secondo è il ruolo straordinario delle donne nella Resistenza. Non erano solo “aiutanti”: furono protagoniste a pieno titolo. Migliaia di ragazze e donne di ogni età scelsero di rischiare tutto. Le staffette correvano di notte e di giorno portando messaggi, armi e informazioni, sapendo che ogni viaggio poteva essere l’ultimo. Altre si organizzarono nei Gruppi di Difesa della Donna, trasformandosi in un esercito invisibile di solidarietà: nascondevano partigiani, curavano i feriti, stampavano giornali clandestini e organizzavano scioperi. Oltre 70.000 donne aderirono ai Gruppi, 35.000 furono partigiane combattenti riconosciute.
In seguito alla spinta dei movimenti antifascisti, della Resistenza e delle organizzazioni femminili che avevano partecipato alla lotta per la liberazione, venne riconosciuto per la prima volta alle donne italiane il diritto di voto e di essere elette, che si manifestò una prima volta alle elezioni amministrative della primavera del 1946 e poi a livello nazionale il 2 giugno 1946, con il Referendum e tra Monarchia e Repubblica e contestualmente l’elezione dell’Assemblea Costituente.
La memoria radicata nei luoghi
Quindi il terzo tema: la memoria della Resistenza e la conoscenza della storia, in particolare dei nostri luoghi.
Il 25 Aprile non deve essere una commemorazione statica, ma un invito a ricordare e a resistere ancora oggi, contro le minacce vecchie e nuove.
Qui si inserisce anche l’attività del Municipio 7 che promuove, spesso insieme all’ANPI, la conoscenza della storia di quegli anni affinché i giovani siano coscienti di come sono stati conquistati i diritti e le libertà di cui oggi godono. Poi le pietre di inciampo, poste davanti alle abitazioni degli ebrei o dei partigiani uccisi o degli oppositori politici che vennero uccisi, simboli di una vita spezzata dalla persecuzione e dalla deportazione.
Le pietre d’inciampo nel nostro Municipio ne sono state posate più di 100
Alcuni dei partigiani del Municipio 7
Ricordo quindi la partigiana Emma Fighetti Quinteri, la “sarta della Resistenza”, trasformò il suo laboratorio di sartoria a Baggio in una base clandestina: dava rifugio ai ricercati, cuciva messaggi dentro gli orli dei vestiti e portava propaganda ai partigiani.
Il 26 aprile 1945, fu la prima donna che parlò dal balcone della Casa del Popolo di Piazza Stovani e si rivolse alla folla di Baggio con parole di libertà, speranza e coraggio.
Ricordiamo anche
- Bruno Cassani, impiegato alla Filotecnica Salmoiraghi e abitante alle Case Minime di via delle Forze Armate 177. Fu il primo caduto della Resistenza di Baggio a soli 29 anni ucciso dai tedeschi in Val d’Ossola nel giugno del ‘44
- Attilio Clerici di Quinto Romano, operaio della Borletti ucciso dai nazisti a soli 22 anni, nel settembre del ‘44 (a Clerici e a Cassani sono intitolate le due sezioni ANPI del nostro municipio)
- Albino Abico, anche lui morì a soli 24 anni, ucciso dai miliziani fascisti della brigata ”Muti” in viale Tibaldi nell’agosto del ‘44. Prima aveva organizzato con i compagni di Baggio e Quarto Cagnino, un gruppo chiamato di Assiano, dal nome della cascina nella quale i patrioti nascondevano armi e materiali. Al partigiano Abico abbiamo intitolato il Parco di Baggio lo scorso anno.
Con loro, ricordiamo quindi che la lotta per la libertà ha avuto volti femminili e maschili, che hanno segnato strade, case e piazze del nostro Municipio.
La Liberazione non si è fermata nel 1945: si rinnova ogni volta che scegliamo la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e la solidarietà.








