Nuova vita per l’ex Marchiondi: a Baggio nasce una residenza universitaria internazionale
Nel quartiere Baggio, a Milano, uno dei luoghi più significativi dell’architettura del dopoguerra si prepara a una nuova vita. L’ex Istituto Marchiondi-Spagliardi, progettato negli anni ’50 dall’architetto Vittoriano Viganò e considerato un capolavoro del brutalismo italiano, sarà trasformato in una moderna residenza universitaria internazionale grazie al progetto “Life From Arts”.
Dopo anni di abbandono, il complesso tornerà così a essere uno spazio vissuto, aperto agli studenti e alla città.
Una residenza universitaria da 167 posti
Il progetto riguarda un complesso di circa 22.000 metri quadrati, che verrà recuperato e adattato per ospitare una residenza universitaria di alto livello.
Sono previsti circa 167 posti letto, distribuiti in camere singole e doppie con bagno privato, realizzate secondo gli standard dei Collegi Universitari di Merito. Accanto agli studenti, la struttura potrà ospitare anche docenti, ricercatori e giovani artisti, grazie a spazi dedicati alla residenzialità temporanea.
Arte e formazione in un campus multidisciplinare
Uno degli elementi distintivi del progetto è l’integrazione tra formazione accademica e arti. La residenza non sarà soltanto uno spazio abitativo, ma un vero laboratorio culturale dove discipline artistiche e universitarie dialogheranno tra loro.
Musica, arti visive e arti coreutiche diventeranno parte integrante dell’esperienza formativa, contribuendo a creare un ambiente multidisciplinare unico nel panorama italiano.
Il progetto prevede inoltre:
- elevati standard di efficienza energetica
- tecnologie moderne e servizi dedicati agli studenti
- attività formative e culturali
- borse di studio per studenti con ISEE fino a circa 52-55.000 euro
Tempi e investimenti
Il cantiere dovrebbe partire nella primavera del 2026, con conclusione prevista entro il 2029.
L’investimento complessivo è di circa 45 milioni di euro. Di questi:
- 36,7 milioni provengono dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) attraverso i fondi per l’housing universitario
- circa 6 milioni sono messi a disposizione dal Comune di Milano per bonifiche e opere preliminari
Il ruolo della Fondazione Collegio delle Università Milanesi
A guidare il progetto è la Fondazione Collegio delle Università Milanesi, ente no profit nato dalla collaborazione tra università milanesi, Comune di Milano, Regione Lombardia, Assolombarda, Camera di Commercio e diversi partner privati.
La fondazione si occuperà della gestione della futura residenza e dello sviluppo delle attività culturali e formative.
Nell’immagine sotto e in alto 2 rendering del nuovo progetto

Un nuovo futuro per un luogo simbolo di Baggio
La riapertura dell’ex Marchiondi rappresenta molto più di un semplice intervento edilizio. Significa restituire vita a uno spazio rimasto a lungo inutilizzato, fatta eccezione per alcune porzioni destinate al Centro Diurno Disabili (CDD).
Il progetto punta a riportare relazioni, attività e nuove energie nel quartiere Baggio e nel Municipio 7, rafforzando il legame tra patrimonio architettonico, cultura e innovazione.


Marchiondi, Foto d’epoca
Rigenerazione urbana tra memoria e futuro
Il recupero dell’ex Marchiondi dimostra come sia possibile coniugare tutela del patrimonio architettonico, nuovi spazi per studenti e contaminazione artistica.
Un intervento di rigenerazione urbana che guarda al futuro, partendo da uno dei gioielli dell’architettura milanese del Novecento.
Dichiarazione di Silvia Foassati in occasione della presentazione del progetto in Municipio 7
Ci sono luoghi che non sono soltanto edifici. Sono storie sospese. Sono idee che aspettano di tornare a vivere. L’Istituto Marchiondi-Spagliardi è uno di questi luoghi. Progettato negli anni Cinquanta da Vittoriano Viganò, nasceva come spazio educativo innovativo, aperto, umano, pensato per mettere al centro la crescita e la dignità della persona. Per decenni è stato un simbolo di sperimentazione sociale e architettonica. Poi, il silenzio. L’abbandono. Il tempo che si è fermato.
Oggi ‘Life From Arts’ parte proprio da qui: dalla volontà di riaccendere quella visione.
Questo progetto non è solo un restauro. Perché non si limita al recupero di un capolavoro dell’architettura moderna. È un gesto di responsabilità verso il territorio. È la scelta di non lasciare che un simbolo diventi rovina, ma di trasformarlo in opportunità.
Vedi le slide di presentazione
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