Parola ai protagonisti del Welfare nel Municipio 7
All’interno del Forum del Welfare del 31 marzo, è stato dato un ampio spazio a tanti protagonisti del Welfare di prossimità nel Municipio 7.
Patrick
Ad aprire gli interventi, una video intervista a Patrick, un giovane che era in difficoltà e agli arresti domiciliari, completamente recuperato grazie all’intervento e al sostegno dei Servizi Sociali. Patrick è un giovane che ha capito i suoi sbagli e vuole anche rendersi utile agli altri, tanto da intervenire ad alcuni al CAPAC (Centro Addestramento Perfezionamento Addetti Commercio che offre corsi di formazione professionale) per parlare ai ragazzi di come, in base alla sua esperienza, si possano superare le difficoltà anche parlando con le persone giuste.
I Centri Diurni Disabili
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato ai Centri Diurni Disabili (CDD), attraverso le testimonianze dirette degli ospiti e dei loro familiari. Le esperienze di autonomia, come le prime vacanze lontano da casa, rappresentano tappe fondamentali nel percorso di crescita delle persone con disabilità. Allo stesso tempo, queste iniziative offrono alle famiglie momenti preziosi di sollievo.
Bellissime le interviste ad alcuni ospiti dei CDD che hanno potuto raccontare l’esperienza di alcune loro prime vacanze lontano dalle famiglie, visitando una cascina dove hanno potuto vedere da vicino gli animali. Le interviste si sono intervallate con quelle ai famigliari che si prendono abitualmente cura di loro e che hanno raccontato che hanno superato le preoccupazioni inziali, affidando i loro figli o figlie alle cure degli operatori dei CDD, e avendo l’opportunità di qualche giorno di sollievo dalla cure per dedicare un po’ di tempo a se stessi.

In questo contesto si inserisce la “Rete del Sollievo”, presentata da Eleonora Scala, coordinatrice del CDD Casa Gabbiano. Nata nel 2017 dalla collaborazione tra diversi CDD del territorio, la rete ha l’obiettivo di ampliare le opportunità di autonomia per gli utenti, andando oltre i confini e gli orari tradizionali dei centri, e creando sinergie tra realtà diverse.
Indirizzo mail: [email protected]
I Presidi QuBì
A rappresentare la rete QuBi (Quanto Basta) sono intervenute due operatrici in prima linea a confrontarsi tutti i giorni agli sportelli con i problemi reali di famiglie con minori in difficoltà. Un primo caso reale raccontato da Valeria, operatrice allo sportello QuBi’ al quartiere Olmi e un secondo raccontato da Elisa, operatrice dello sportello di via Creta 23. Nei loro racconti ci sono esempi concreti di come, grazie all’attivazione della rete QuBì, più soggetti del territorio hanno collaborato per aiutare una mamma con figli piccoli a superare alcune difficoltà.
Vedi sotto le testimonianze delle operatrici
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La dirigente scolastica dell’IIS G. Galilei – R. Luxemburg
Annamaria Borando, preside dell’IIS G. Galilei – R. Luxemburg di via Paravia, nel quadrilatero di San Siro, ha raccontato la realtà complessa del suo istituto, frequentato da 1350 studenti distribuiti su due plessi (uno agli Olmi).

Quasi la metà degli studenti (45%) ha bisogni educativi speciali (BES), tra cui il 15% con disabilità (di cui il 3% grave), una percentuale molto superiore alla media nazionale.
I BES includono non solo disabilità, ma anche situazioni di forte fragilità sociale ed economica, con famiglie spesso instabili. Queste condizioni di povertà materiale ed educativa rendono più difficile il percorso scolastico e mettono a rischio il futuro dei ragazzi, che la scuola cerca di sostenere e accompagnare nel loro percorso di riscatto.
I volontari del doposcuola
Romano Ranaldi, presidente dell’Associazione Giovani e Famiglie, ha raccontato l’esperienza del doposcuola di Baggio, cresciuto rapidamente da pochi bambini a circa 200 al giorno.
Nato con pochi bambini, il servizio è cresciuto fino ad accogliere circa 200 ragazzi al giorno, diventando un punto di riferimento stabile per il quartiere. Attivo tutto l’anno, anche nei periodi di chiusura delle scuole, il doposcuola rappresenta uno spazio educativo e relazionale importante, sostenuto da una rete di volontari composta da studenti, insegnanti e professionisti e anche uno psicologo.
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Il Balzo di Baggio
Pietro Basile, presidente dell’associazione, ha raccontato l’esperienza del “Balzo di Baggio”, attivo dal 1994 e cresciuto nel tempo come spazio di inclusione e socialità.
Dal 2009 il Balzo gestisce un bene confiscato alla criminalità organizzata, diventato la sua sede. Qui i ragazzi con disabilità partecipano ad attività come il “Ristobalzo”, ristorante temporaneo, e il “Barbalzo”, aperitivo settimanale: occasioni concrete per mettersi alla prova e dimostrare che l’inclusione è possibile.
Dal 2019 si è aggiunta la gestione di un secondo spazio: un appartamento dedicato ai servizi di residenzialità, dove si svolgono le “palestre di autonomia”, esperienze in cui i ragazzi vivono per un periodo lontano da casa per diventare più indipendenti.

Un impegno importante, che si scontra però con la carenza di educatori e la necessità di una maggiore valorizzazione di queste figure sia dal punto di vista economico che sociale.
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In Cerchio
Daniela Piglia, fondatrice e responsabile dell’associazione “In Cerchio”, ha presentato l’attività dell’ente del Terzo Settore, nato come associazione di promozione sociale e composto in gran parte da familiari.
L’associazione si occupa della tutela dei diritti delle persone fragili, in tutte le età e ambiti della vita, con particolare attenzione a chi non è in grado di rappresentarsi e difendersi autonomamente.
Il focus principale riguarda giovani e adulti con disabilità intellettiva, anche grave. Per questo offre servizi integrati di orientamento, consulenza legale, supporto psicologico, pedagogico ed educativo, rispondendo alla complessità dei bisogni.
L’impegno è a 360 gradi, unendo professionalità e volontariato per garantire presa in carico e sostegno alle persone e alle loro famiglie.
Mail: [email protected]
Tutte le esperienze raccontate restituiscono l’immagine di un territorio attivo e solidale, dove istituzioni, scuole, associazioni e cittadini collaborano per costruire risposte concrete e inclusive, capaci di non lasciare indietro nessuno.
I video delle operatrici degli sportelli QuBì
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