Intitolazione del parco di Baggio
Il 5 giugno 2025, il “Parco di Baggio”, è stato intitolato ad Albino Abico, figura centrale della guerra di Resistenza e Liberazione a Baggio.
Chi era il partigiano Abico
- Albino Abico è stato un coraggioso partigiano milanese. Nato il 24 novembre 1919 a Milano, lavorava come operaio fonditore e fin da giovane si oppose al regime fascista, diffondendo stampa clandestina. Dopo aver partecipato alla campagna di Russia come autista di ambulanze, rientrò in Italia e, dopo l’8 settembre 1943, organizzò un gruppo partigiano a Baggio, noto come il “gruppo di Assiano”, collegato al comando generale delle Brigate Garibaldi
- Tra le sue azioni più significative si ricorda quella del 25 luglio 1944, quando guidò il suo gruppo in una clamorosa azione armata in pieno giorno: una quarantina di giovani invase Baggio, costringendo alla fuga il presidio fascista. Anche un primo tentativo di contrattacco fu respinto
- Il 28 agosto 1944, Abico fu arrestato dai militi della “Muti” in una trattoria di viale Tibaldi, insieme ai compagni Giovanni Alippi, Bruno Clapiz e Maurizio Del Sale. Dopo essere stati torturati nella sede della “Muti” in via Rovello, furono fucilati contro un muro di viale Tibaldi 26. Una lapide in quel luogo ricorda il loro sacrificio.
- Per il suo coraggio e il suo impegno nella lotta antifascista, Albino Abico è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

La lettera ai familiari
Particolarmente toccante sono le parole contenute nella lettera scritta ai familiari prima dell’esecuzione:
Carissimi mamma, papà, fratelli, sorella, compagni tutti, mi trovo senz’altro a breve tempo dall’esecuzione.
Mi trovo però calmo e muoio sereno e con l’animo tranquillo, contento di morire per la nostra cara e bella Italia. Il sole risplenderà su di noi un domani perché niente di male sono sicuro di aver fatto. Voi siate forti come lo sono io e non disperate: voglio che siate fieri ed orgogliosi del vostro caro Albino che sempre vi ha voluto tanto bene.
L’ottantesimo anniversario della Liberazione
Come è stato ricordato il 25 Aprile in Municipio 7, quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Essere uniti nell’antifascismo è un dovere morale e civile, e malgrado chi ci governa oggi pensi a ridefinire il concetto di “patrioti” sulla propria scala di valori che si sintetizza in pochi slogan, per cui i patrioti sono chi sostiene e si batte per quelli: prima gli italiani (sotinteso, per ultimi i migranti), la pacchia è finita (prima per i migranti e più recentemente per l’Europa), difendiamo i confini (sempre da migranti e barconi)
Di fronte a questi slogan, bisogna sempre ricordare che i partigiani sono stati veri patrioti Italiani, EROI che, per lo più molto giovani coma Albino, hanno dato la vita per riscattare l’Italia dalla dittatura fascista e liberarla dall’occupazione nazista.
Il 25 Aprile di 80 anni fa nasceva una nuova Italia. Il nostro popolo, uscito da una condizione di grande sofferenza, seppe unirsi intorno a valori morali e civili di portata universale e trovò la forza di costruire il proprio futuro.
Oggi, riprendiamo le ultime parole di Albino ai suoi famigliari, per riafferamre che siamo fieri e orgogliosi di Albino e dei giovani patrioti come lui, che con il loro sacrificio hanno reso possibile la libertà di cui oggi godiamo.
Dichirazioni di Silvia Fossati, Presidente del Municipio 7
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